Tour de France 2026, strategie da rivedere in casa Netcompany Ineos per via degli infortuni: possibile la “chiamata” di Thymen Arensman ed Egan Bernal

A poco più di una settimana dal Grand Départ, diverse squadre hanno già comunicato in maniera ufficiale le loro rispettive selezioni per il Tour de France 2026. Ce ne sono invece altre alle prese con procedimenti di scelte ben più farraginosi, soprattutto per via dei problemi fisici che hanno interessato alcuni dei loro corridori di punta. È il caso della Netcompany Ineos, che nei piani di inizio stagione puntava sui nuovi arrivi di CicloMercato, Oscar Onley e Kévin Vauquelin, per soddisfare le ambizioni di classifica generale nella corsa più importante del calendario mondiale.

E invece Onley sarà sicuramente fuori causa, per via della rovinosa caduta che lo ha visto protagonisa al Tour Auvergne – Rhône Alpes 2026, mentre Vauquelin sta vivendo un periodo complicato per via di un virus preso durante la gara appena citata e non ancora assorbito. In attesa di capire se e come il francese riuscirà a recuperare, la squadra inglese sta valutando strategie alternative, in chiave classifica. Inoltre, un incidente durante la corsa francese è costato problemi fisici pure a Joshua Tarling, pure lui in predicato di fare il Tour e pure lui molto probabilmente costretto a mancare l’appuntamento.

Secondo quel che riporta Ciro Scognamiglio, giornalista della Gazzetta dello Sport, la Netcompany Ineos potrebbe schierare al Tour sia Thymen Arensman che Egan Bernal, entrambi reduci dall’impegno del Giro d’Italia 2026. Per il neerlandese la doppietta era un’eventualità, ma non una sicurezza, già a inizio stagione, mentre per il colombiano si tratterebbe di un significativo cambio rispetto al programma di inizio anno.

Per quel che riguarda gli altri posti, fra i sicuri ci sono Filippo Ganna e Dorian Godon, mentre un altro di questi dovrebbe essere occupato da Carlos Rodríguez, anche se lo spagnolo fatica a tornare ai livelli di qualche stagione fa. Altri nomi in fase di considerazione sono quelli del belga Laurens De Plus e del norvegese Tobias Foss, fresco di prestazioni confortanti (è stato quarto nella classifica finale del Giro di Svizzera 2026), oltre che del polacco Michał Kwiatkowski.

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